Appelli > Contro Bush il 9 giugno a Roma

Contro Bush il 9 giugno a Roma

Bush verrà in visita in Italia. Il presidente degli Stati uniti rappresenta, più di ogni altro, la nefasta politica di guerra del governo Usa, un artefice decisivo della teorizzazione e della pratica della «guerra preventiva, infinita e permanente», che tanta morte, orrore e dominio brutale sui popoli ha già disseminato nel mondo. Chiediamo che i partiti, i soggetti della sinistra, le associazioni, i movimenti, le organizzazioni del movimento operaio e sindacale, l'intero movimento per la pace, si mobilitino - da qui al 9 giugno - per garantire una grande e unitaria manifestazione, contro Bush e le sue politiche di guerra, che possa favorire una positiva evoluzione delle politiche di governo. Il movimento per la pace, di fronte alla permanente aggressività del governo Usa e agli aumentati pericoli internazionali, vive una fase difficile e la riuscita unitaria della manifestazione del 9 giugno può rappresentare un motivo di rilancio. Anche rispetto a ciò vogliamo lavorare e vorremmo si lavorasse affinché si costituisca, tra i soggetti diversi del movimento contro la guerra, la massima unità giungendo a una manifestazione unica, unitaria e plurale, com'è nella migliore e più efficace tradizione del movimento per la pace.

Per adesioni:
appellounitarionobush@yahoo.it


Tra i primi firmatari: Alex Zanotelli; Lidia Menapace; Rossana Rossanda; Fosco Giannini; Haidi Giuliani; Luisa Morgantini; Giovanni Pesce; Dario Fo; Valentino Parlato; Don Vitaliano della Sala; Franca Rame; Fulvia Bandoli; Maria Luisa Boccia; Edoardo Sanguinetti; Dino Tibaldi; Giulietto Chiesa; Gianni Minà; Domenico Gallo.

Perchè ho firmato l'appello

Il presidente della guerra deve essere accolto dalla più ampia e unitaria mobilitazione popolare. Tutti conosciamo le nostre divisioni, ma non è il caso di sventolarle in faccia al principale disturbatore della pace mondiale. Si deve guardare avanti, ai pericoli che incombono. Dobbiamo dire, tutti insieme, che l'Italia non accetterà una guerra contro l'Iran, da chiunque cominciata, con qualunque pretesto. Lo Statuto dell'Onu condanna non solo l'uso della forza nelle relazioni internazionali, ma anche la minaccia dell'uso della forza da parte dei più forti contro i più deboli. Chiediamo al governo italiano di dichiarare pubblicamente, fin da ora, che l'Italia non parteciperà a una nuova avventura militare, comunque motivata. In questo modo daremo un contributo non solo a fermare la guerra, ma a costruire l'unità dei movimenti.

Giulietto Chiesa

da www.megachip.info – 24 maggio 2007

Basato su tecnologia
Open Source
Creative Commons License Questo sito utilizza una
Creative Commons License
Ultimo aggiornamento
26 novembre 2008