Vorrei esprimere qualche riflessione scevra da indignazione o acredine di parte sull’episodio incorso al ministero della Pubblica Istruzione in seguito al canto di “Bella ciao”, intonato da ragazzini e ragazzine, età media 12 anni, appartenenti ad un gruppo interclasse ad indirizzo musicale della scuola media inferiore “G. G. Belli” di Roma, invitati a prodursi con orchestrina e relativo accompagnamento corale, a viale Trastevere.
Era presente il sottosegretario Pizza e si è anche affacciata la ministra Gelmini. Al termine alcuni alunni, presto seguiti dagli altri, hanno intonato e suonato “Bella ciao”. La canzone, pur non figurando nell’elenco di quel giorno, fa tuttavia parte del repertorio “musicale” del Belli ed era stata eseguita in molte altre occasioni. Si è trattato, comunque, di un fuori programma, difficile da confondere con un bis, in genere concesso altre volte ma con l’innocuo “tanto pè cantà”. È lecito arguire che quegli adolescenti abbiano voluto in un certo senso mimare una forma di protesta mutuata dai cortei studenteschi, già visti tante volte direttamente o alla televisione. Nella forma e nella sostanza si è trattato di una manifestazione corretta, direi gentile, senza slogan e tanto meno espressioni di aggressività. Ciò detto la preside era nel suo diritto nel fare osservare ai ragazzi che quando si è chiamati a partecipare a una performance istituzionale è d’uopo attenersi al copione concordato, senza abbandonarsi a dissonanze che non sempre si concludono, come invece questa volta, in ordine e in allegria.
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http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/07/news/bella_ciao_un_pericolo_per_l_ordine_costituito-4632635/
di Mario Pirani – 7 giugno 2010


