Bene avete fatto a far circolare notizie come quella sull’assassinio di Peppino Impastato, ma mi aspettavo da voi le dovute precisazioni ai “depistaggi” che da “L’Espresso/Repubblica” siamo abituati a subire.
Peppino Impastato non era semplicemente “un giovane giornalista siciliano”!
Peppino Impastato era principalmente un eccezionale militante politico (ne avessimo qualcuno oggi della sua caratura….) e militava in quella parte politica degli anni ‘70 che il partito di La Repubblica ha tenacemente contribuito a derubricare dalla nostra storia: la così detta “sinistra extraparlamentare, l’estrema sinistra, nella fattispecie “Democrazia Proletaria” e per questa candidato alle elezioni comunali di Cinisi.
E’ stato assassinato e poi il suo corpo vilipeso dalla messinscena del falso attentato proprio nel periodo della campagna elettorale per il suo comune. Era quello un periodo in cui quelli impegnati come lui, dediti a fare politica altra nel mirino di quelli che praticavano lo sport più in voga al momento: additandolo e additandoci tutti come terroristi o al meglio, di questi fiancheggiatori.
Io militavo, come lui, in Democrazia Proletaria e non posso tacere sul vasto fronte che in tal senso ci opprimeva e perseguitava, fatto non solo di mafiosi, carabinieri e affini, ma anche da quanti allora si compiacevano e già erano dediti a far terra bruciata alla loro sinistra.
Peppino usava gli strumenti del giornalismo per fare politica vera, per questo da buon organizzatore qual’era ha messo in piedi un gruppo per gestire una radio libera. In tal senso era un giornalista, come neanche lontanamente, usurpando tale qualifica, sanno fare per loro scelta la maggior parte dei “giornalisti” contemporanei.
Precisazioni su Peppino Impastato
Riceviamo da un lettore e pubblichiamo.
Bene avete fatto a far circolare notizie come quella sull’assassinio di Peppino Impastato, ma mi aspettavo da voi le dovute precisazioni ai “depistaggi” che da “L’Espresso/Repubblica” siamo abituati a subire.
Peppino Impastato non era semplicemente “un giovane giornalista siciliano”!
Peppino Impastato era principalmente un eccezionale militante politico (ne avessimo qualcuno oggi della sua caratura….) e militava in quella parte politica degli anni ‘70 che il partito di La Repubblica ha tenacemente contribuito a derubricare dalla nostra storia: la così detta “sinistra extraparlamentare, l’estrema sinistra, nella fattispecie “Democrazia Proletaria” e per questa candidato alle elezioni comunali di Cinisi.
E’ stato assassinato e poi il suo corpo vilipeso dalla messinscena del falso attentato proprio nel periodo della campagna elettorale per il suo comune. Era quello un periodo in cui quelli impegnati come lui, dediti a fare politica altra nel mirino di quelli che praticavano lo sport più in voga al momento: additandolo e additandoci tutti come terroristi o al meglio, di questi fiancheggiatori.
Io militavo, come lui, in Democrazia Proletaria e non posso tacere sul vasto fronte che in tal senso ci opprimeva e perseguitava, fatto non solo di mafiosi, carabinieri e affini, ma anche da quanti allora si compiacevano e già erano dediti a far terra bruciata alla loro sinistra.
Peppino usava gli strumenti del giornalismo per fare politica vera, per questo da buon organizzatore qual’era ha messo in piedi un gruppo per gestire una radio libera. In tal senso era un giornalista, come neanche lontanamente, usurpando tale qualifica, sanno fare per loro scelta la maggior parte dei “giornalisti” contemporanei.
Bruno Canu – 10 maggio 2010
Peppino Impastato