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La targa di Peppino Impastato sulla casa dei Cento passi

A Cinisi ospiterà il centro a lui intitolato. Il fratello la visita per la prima volta: riaprite le indagini. Ma è allarme: le mani dei boss sui beni confiscati alla mafia.

Quando il sindaco di Cinisi apre la porta di casa Badalamenti, Giovanni Impastato corre su per le scale, fino al grande salone dove un tempo il padrino della Cupola teneva udienza. “Trent’anni ho aspettato – sussurra – in questo salone Gaetano Badalamenti avrà deciso la morte di mio fratello Peppino”. E continua a guardarsi attorno, anche se non è rimasto più nulla nel salone delle feste e dei summit: “Mi sembra ancora di vederli – dice Giovanni Impastato – i mafiosi che ridevano al balcone e i politici che arrivavano da Palermo”. E mentre lo ripete, va ad aprire le persiane: “Ma adesso la casa di Badalamenti è stata confiscata ed è stata affidata dal Comune all’associazione che porta il nome di Peppino. Qui si trasferirà anche la biblioteca comunale”. Dal balcone dove si affacciavano i potenti di Sicilia, Giovanni Impastato guarda adesso cento passi oltre, dove c’è la casa di Peppino: “È come se quei cento passi non ci fossero più – dice – è come se Peppino e nostra madre Felicia fossero qui”.

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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/09/news/rivincita-impastato-3928254/

di Salvo Palazzolo – 9 maggio 2010

Il fratello di Peppino Impastato saluta il movimento antimafia dal balcone