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La scuola ai tempi delle destre

Tagli di governo ed egoismi padani: dopo la notizia dei bimbi tenuti a pane acqua nella mensa della scuola materna ed elementare di Montecchio Maggiore, arriva oggi quella della gita scolastica differenziata per censo in un istituto di Pordenone.

“Dopo la notizia dei bimbi tenuti a pane acqua nella mensa della scuola materna ed elementare di Montecchio Maggiore, arriva oggi quella della gita scolastica differenziata per censo in un istituto di Pordenone. Dove andrà a finire la scuola pubblica in questa triste epoca della Destra, quando tra tagli di governo ed egoismi padani, si sta perdendo di vista il suo valore fondativo, stabilito dalla Costituzione, cioè la creazione di condizioni di uguale cittadinanza?. La senatrice del Pd Vittoria Franco, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini su queste due vicende.
“E’ chiaro che la mensa, così come le gite all’estero – spiega Vittoria Franco – sono servizi offerti da una scuola più moderna che in passato. Ma si dovrebbe fare attenzione a poter coinvolgere tutti i bambini e i ragazzi, attraverso sostegni economici e borse di studio per le famiglie che non ce la fanno. Questo è il valore educativo della scuola pubblica, che dovrebbe favorire la mobilità sociale. La verità, purtroppo, è che con questa Destra al governo ci troviamo di fronte a una scuola pubblica impoverita sia di valori che di risorse, dove prendono piede i più gretti egoismi, una scuola che discrimina invece che includere. Dove sono finiti slogan come ‘non uno di meno’ e ‘pari opportunità per tutti’? Gelmini e il governo Berlusconi hanno abbassato l’obbligo attraverso l’apprendistato, hanno tagliato risorse e docenti, impoverito il tempo pieno e ridotto il sostegno. Poi la ministra – conclude ironica Vittoria Franco – richiama i presidi che chiedono i soldi per la carta igienica ai genitori (il riferimento è ad una intervista rilasciata ieri dal ministro Gelmini, ndr), ma se lo Stato non investe soldi, cosa devono fare, chiudere i bagni?”.

Già, perché far credere che una task force ministeriale curerà le sofferenze dei fondi scolastici erogando dieci milioni di euro implica una vocazione umoristica: i soldi che il ministero non ha finora pagato alle scuole, soprattutto per supplenze brevi ed esami di stato, è cento volte superiore a quanto ipotizzato dal ministro: non dieci milioni, ma un miliardo di euro.

“I soli istituti superiori della provincia di Novara devono avere dal ministero più di due milioni di euro”, sottolinea . Giovanni Bachelet, responsabile Forum Politiche dell’Istruzione del Pd.
In queste condizioni tirare le orecchie ai dirigenti scolastici e invitarli a non chiedere soldi alle famiglie, quando per colpa delle inadempienze del ministro stesso i dirigenti sono rimasti in braghe di tela e gli studenti si devono portare la carta igienica da casa, è una beffa atroce che si ritorcerà elettoralmente “contro chi ha avuto il coraggio di prendersi gioco degli uomini e delle donne che malgrado tutto, come ben sanno studenti e famiglie, tengono in piedi con le unghie e coi denti la nostra scuola pubblica”.

Red – 25 marzo 2010

da http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=14495