Skip to content
 

Eurispes, ecco il ritratto dell’Italia. Una democrazia a rischio di tenuta

Prevale la preoccupazione per un Paese “senza progetto”, fanalino di coda per gli stipendi.

Un Paese «senza progetto», in «perenne transizione», che paga «un costo altissimo» per l’economia e «rischia per la sua tenuta democratica». L’Eurispes, nel Rapporto Italia 2010, descrive «una sorta di cantiere aperto, che non si riesce a chiudere perchè nessuno ha le idee chiare su cosa si deve costruire» e denuncia «una frattura fra la politica e il paese reale».

Quello dipinto dall’istituto guidato da Gian Maria Fara è un affresco in cui prevale la preoccupazione per quanto non si sta facendo, rispetto alla soddisfazione effimera per non aver subito colpi irreparabili dalla crisi economica. La tesi portante è che dalla fine della prima Repubblica, ovvero da quasi vent’anni, l’Italia non è stata ancora capace di ripartire. È, appunto, «un cantiere aperto, popolato da una moltitudine di litigiosi aspiranti architetti che non riescono a mettersi d’accordo perchè, in definitiva, non hanno nessun vero interesse a che i lavori partano e si concludano». Questi, secondo Fara, sono infatti «i figli e i padroni della transizione infinita interessati, più che alla prospettiva, al mantenimento dello statu quo». Ora il rischio è che «come nella legge del pendolo, si passi dal pessimismo cupo dei primi mesi del 2009 ad una sconsiderata e superficiale euforia da scampato pericolo».

Nel rapporto sembrano in aumento i pessimisti circa la situazione economica: la percentuale degli italiani che considera il quadro nettamente peggiorato è del 47,1% nel 2010 contro il 37,6% di due anni prima. Il 59,1% esprime inoltre un giudizio negativo sulla propria situazione finanziaria, contro un modesto 6,9% che la valuta lievemente migliorata o molto migliorata.

Grazie al forte prelievo fiscale siamo inoltre fanalino di coda in Europa quanto a stipendi. Ammonta a poco più di 14.700 euro (21.374 dollari) il salario medio netto annuo percepito da un cittadino italiano. Una cifra che pone il Paese al ventitreesimo posto, in coda dopo gli altri paesi europei dove le retribuzioni nette annue si aggirano in media intorno ai 25.000 dollari: in Germania 29.570, in Francia 26.010, in Spagna 24.632. Stanno peggio di noiu solo Portogallo (19.150), Repubblica Ceca (14.540), Turchia (13.849), Polonia (13.010), Slovacchia (11.716), Ungheria (10.332) e Messico (9.716). I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni pari al 17% in media della media Ocse. Al contrario, il cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta) arriva a pesare – nel caso di un lavoratore dal salario medio single e senza figli – per il 46,5%, che determina la sesta posizione dell’Italia tra i 30 paesi Ocse.

29 gennaio 2010

da http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51716girata.asp

L'Italia fotografata dal rapporto Eurispes