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Chi teme ‘l’anomalia’ Vendola e perché

La Puglia va “normalizzata” riadattandola ad un preciso modello di sviluppo economico che invece la gente oggi in gran parte rifiuta. Si vuole la sconfitta di Vendola perché essa è funzionale agli interessi nazionali in barba ad ogni disegno di sviluppo alternativo dei suoi territori e di difesa dell’ambiente.

La posta in gioco in Puglia è sempre più chiara in quanto appare sempre più di natura economica prima ancora che politica e sociale. La vittoria di Vendola è stata una soglia di allarme non solo per il Pd, partito sempre più vincolato alle “primarie”, strumento assunto come sistema democratico che lo lega sempre più alla sua sopravvivenza politica ed alla sua vulnerabilità, ma lo è anche per Berlusconi dal momento che egli cerca di rimescolare tutto dopo aver garantito, sbagliando, autonomia di scelta al suo partito in Puglia sino a poche ore prima dei risultati di queste votazioni.

L’anomalia Vendola va cancellata non solo dalle destre, come è naturale sia, ma anche da una parte del Pd preoccupata dal mantenere gli interessi economici nazionali e produttivi determinatisi in questi decenni in alcune zone della Puglia. Oramai è di dominio generale la questione dell’Acquedotto pugliese e della privatizzazione della sua gestione, della centrale nucleare nel brindisino o nel tarantino, del rigassificatore (uno o due) in queste località, del raddoppio di Eni a Taranto e della costruzione della sua nuova centrale termoelettrica, del piano energetico regionale, del referendum consultivo cittadino sulla chiusura di Ilva e del peso che Arpa-Puglia ha assunto in questi anni sul controllo delle emissioni di questa grande azienda, dei grandi interessi di Caltagirone con la sua Cementir legata al siderurgico e con i suoi investimenti edilizi nei grandi appalti previsti a Taranto dalle varianti al piano regolatore recentemente adottate.

La Puglia va “normalizzata” riadattandola ad un preciso modello di sviluppo economico che invece la gente oggi in gran parte rifiuta. Si vuole la sconfitta di Vendola perché essa è funzionale agli interessi nazionali in barba ad ogni disegno di sviluppo alternativo dei suoi territori e di difesa dell’ambiente.

Vendola ha puntato su tutto ciò nella sua campagna elettorale, lo fa da cinque anni a questa parte prevedendo in anticipo tutto ciò che è avvenuto ed ora si gioca questa partita scendendo anche sul terreno tanto caro al Cavaliere, quello della personalizzazione della politica e della efficacia della sua comunicazione. Lo scontro è questo, la società civile appare sinora vicina a Vendola, è pronta a sostenerlo, ma la battaglia potrebbe essere davvero impari. Qualunque siano gli sviluppi occorre che Vendola per tutto ciò per cui si è impegnato, avendo il consenso nelle primarie, entri in modo chiaro e netto nel programma elettorale del centrosinistra, ne va del suo futuro politico e di quello democratico dell’intera Puglia.

Giancarlo Girardi – 28 gennaio 2010

da http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=14036

Nichi Vendola