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Ultimi inserimenti

Caso Nisman, un cadavere eccellente per le presidenziali in Argentina

Il mainstream mondiale, con una frivolezza non mostrata affatto per Tony Blair col caso del prof. Kelly o, in maniera uguale e contraria, con i golpisti venezuelani che fecero saltare in aria il giudice Danilo Anderson, ha deciso: la presidente argentina Cristina Fernández è colpevole. Sarebbe colpevole di aver ordito l’omicidio politico del magistrato che l’accusava di complicità con i presunti autori iraniani dell’orribile strage alla mutualista ebraica nel 1994 e, tra le righe, perfino di un atto terroristico, quello all’AMIA, avvenuto 15 anni prima della sua elezione.
di Gennaro Carotenuto – 21 gennaio 2015


Io non mi dissocio

Cara Igiaba,
in questi giorni saremo messi sotto torchio e le prossime campagne elettorali saranno fatte sulla nostra schiena. Gli xenofobi di tutta Europa vanno in brodo di giuggiole per la gioia e anche gli establishment europei che non hanno risposte da dare per la crisi saranno contenti di resuscitare il vecchio spauracchio per far rientrare le pecore spaventate nel recinto.
Karim Metref, educatore e blogger che vive a Torino – 9 gennaio 2015


Mi dispiace, ma io non sono Charlie!

Sono ormai decenni che questo giochetto va avanti. Le reti che oggi si chiamano Al Qaeda e poi Isis, Boko Haram e compagnia bella sono stati messi in sella in piena guerra fredda in chiave anti-sovietica. I paesi del Golfo persico in collaborazione con la Nato hanno fatto un montaggio finanziario, propagandistico e organizzativo per far arrivare combattenti da ogni dove. Al Qaeda è l’alleato principale della Nato e ovviamente dei paesi del golfo fino agli anni novanta. Poi poco a poco scivola verso l’area di illegalità.
di Karim Metref – 8 gennaio 2015


Non in mio nome

Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.
Igiaba Scego – 7 gennaio 2015


Pride

Ispirato a un fatto reale, Pride è ambientato in piena era Thatcher, durante lo storico sciopero dei minatori inglesi del 1984. Il movimento gay decide di aderire alla protesta e di raccogliere fondi per gli scioperanti di un villaggio del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante. Ma l’incontro fra i due mondi, difficile per non dire esplosivo, si trasformerà in solidarietà e in un’amicizia esilarante e commovente.
Fonte: www.comingsoon.it – Uscita nelle sale giovedì 11 dicembre 2014


Una foto simbolo

Questa foto scattata da José Palazòn a Melilla al confine tra Spagna e Marocco, tra Europa e Africa, è molto simbolica e non ha bisogno di molti commenti. Ogni anno migliaia di persone arrivano a Melilla da tutta l’Africa per cercare di raggiungere l’Europa scavalcando questa barriera: molti di loro passano mesi a vivere in campi di fortuna dal lato marocchino, aspettando l’occasione giusta per tentare di buttarsi dall’altra parte. Il campo da golf che si vede nella foto è costato oltre un milione di euro ed è stato finanziato con fondi europei. Penso non ci sia bisogno di aggiungere altro.
Luca La Vaille – 6 gennaio 2014


Il giochino dello scontro tra dipendenti pubblici e dipendenti privati

Quindi il giochino è questo, se ho capito bene.
Vari una norma che toglie diritti ai nuovi assunti, incrementando, così, la dualità del mercato del lavoro che avevi spergiurato di voler ridurre proprio con quella legge.
Di straforo, all’ultimo, quando tutto il Paese è affaccendato a cercare di mettere insieme il cenone della Vigilia, nonostante tutto, estendi la modifica dell’art. 18 anche ai licenziamenti collettivi, facendoti beffe della Costituzione e fregandotene del fatto che nella legge delega approvata dal Parlamento si parla di modifiche solo per i neoassunti.
Il Miriccius – 29 dicembre 2014


Corsi e ricorsi storici

“Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.” Questa frase di Henry Kissinger riferita all’elezione di Salvador Allende in Cile mi sembra terribilmente attuale leggendo i titoli dei giornali online sulle elezioni anticipate in Grecia e il crollo della Borsa di Atene.
Luca La Vaille – 29 dicembre 2014


“Contratto a tutele crescenti”… sì per gli imprenditori!

L’equivoco è tutto lì, su quali erano i soggetti da tutelare, siamo noi che non avevamo capito, finalmente gli imprenditori saranno liberati da questi fastidiosissimi vincoli sul licenziamento.
Luca La Vaille – 29 dicembre 2014


Wu Ming: i due marò, quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto.

Molto interessante questo approfondimento sulla vicenda dei due marò.
Verso Natale, la narrazione tossica ha oltrepassato la soglia dello stomachevole, col presidente della repubblica intento a onorare due persone che comunque sono imputate di aver ammazzato due poveracci, ma erano e sono celebrate come… eroi nazionali. “Eroi” per aver fatto cosa, esattamente?
di Matteo Miavaldi – pubblicato da Wu Ming – 3 gennaio 2013