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Ultimi inserimenti

Francia: almeno smettiamola con le chiacchiere

Da anni, ormai, si sa che cosa bisogna fare per fermare l’Isis e i suoi complici. Ma non abbiamo fatto nulla, e sono arrivate, oltre alle stragi in Siria e Iraq, anche quelle dell’aereo russo, del mercato di Beirut e di Parigi. La nostra specialità: pontificare sui giornali.
15 novembre 2015 – Fulvio Scaglione


Se il dito punta l’integrazione, l’orbo guarda le botte

Nonostante l’episodio del litigio sul bus i progetti e il lavoro di integrazione alla Crumière di Villar Pellice con i 60 richiedenti asilo va avanti.
11 novembre 2015 – Diego Meggiolaro


Touil, il giudice di pace dice no all’estradizione. Accolta la tesi della Procura: “Gravi rischi personali”

Finalmente una buona notizia, anche se nessuno potrà restituire ad Abdelmajid Touil i 5 mesi di libertà rubata e tutto quello che ha subito ingiustamente in questo periodo.
Il giovane, accusato dalla Tunisia di aver partecipato alla strage del Bardo ma scagionato dalla Corte d’Appello di Milano, in seguito rinchiuso nel Cie torinese come clandestino, verrà rimesso in libertà.
30 ottobre 2015


Incendio al campo rom: “Un gesto disumano di odio etnico”

L’incendio appiccato da un gruppo di torinesi il 10 dicembre 2011 al campo nomadi della Continassa fu il «prodotto di un atavico e mai sopito odio etnico nei confronti degli “zingari”» che portò dei «normali cittadini» a compiere «atti di disumana violenza».
28 ottobre 2015


Portogallo, alla sinistra è vietato governare

Gli scandali che stanno attraversando le democrazie in Europa, di elezione in elezione, durante questi anni di crisi economica senza fine, stanno facendo emergere in superficie molte dinamiche politico-istituzionali che solitamente restano sotterranee, tra cui il galoppante processo di centralizzazione dei poteri e le crescenti tendenze autoritarie delle istituzioni.
di Iside Gjergji – 24 ottobre 2015


Non siamo razzisti, siamo peggio

In realtà, coloro che si sono lasciati gui­dare dai fascio­le­ghi­sti niente sanno dei pro­fu­ghi allog­giati o da allog­giare nel «loro ter­ri­to­rio»: non ne cono­scono nep­pure le nazio­na­lità. Gra­zie al mar­tel­la­mento mediale dovreb­bero, però, essere edotti dell’epopea che li vede tra­gici eroi del nostro tempo: la fuga da mondi in fiamme o in sfa­celo, l’estenuante tra­ver­sata peri­gliosa del Medi­ter­ra­neo, i cada­veri, anche di bam­bini, abban­do­nati alle acque nostre, le madri che sbar­cano orfane dei figli e i figli che appro­dano orfani dei geni­tori… Ma quel che forse sanno non li muove a pietà, non fa scat­tare la molla dell’empatia o solo della com­mi­se­ra­zione: il deli­rio pro­duce anche anaf­fet­ti­vità, com’è ben noto.
di Annamaria Rivera – 21 luglio 2015


L’obiettivo era l’umiliazione di chi ha osato mettere in discussione il dogma dell’austerità

Anche se in extremis si trova un accordo al ribasso, quello che emerge chiaramente da questi ultimi giorni è che FMI, BCE e Germania non possono tollerare che un governo di un paese democraticamente eletto metta in discussione il dogma dell’austerità. L’imperativo è umiliarlo, imponendogli privatizzazioni di massa e arrivando addirittura a teorizzare la necessità che per proseguire i negoziati fosse necessaria l’instaurazione di un governo tecnico, con evidente disprezzo per la democrazia. L’Europa così com’è, è lontanissima dall’essere quell’Europa dei popoli e della solidarietà che vorremmo, ma è solo uno strumento per esautorare i governi nazionali democraticamente eletti dalla possibilità di fare scelte di politica economica diverse da quelle imposte da FMI e BCE.
Luca La Vaille – 13 luglio 2015


#Grexit: Tsipras a mani nude contro chi vuole uccidere il progetto europeo

Come hanno scritto in molti, dai Nobel Krugman e Stiglitz a giornali dell’establishment statunitense come il Washington Post, nell’alzare continuamente la posta nei confronti del governo greco vi è una volontà irragionevole di umiliazione dell’anomalia che non è della Grecia come paese, delle sue fragilità, insipienze e corruttele, ma della rottura culturale rappresentata dall’attuale governo ellenico rispetto al cosiddetto “pensiero unico” per il quale infiniti lutti possono essere addotti agli achei in nome del moloch del rigore economico.
di Gennaro Carotenuto – 13 luglio 2015


Il giorno zero

«Hanno demolito l’idea che l’unione monetaria possa costituire un passo verso un’unione politica democratica. Hanno riportato l’Europa alle controversie nazionali del XIX e del XX secolo, con Paesi tenuti insieme solo dalla minaccia di povertà assoluta per chi osa sfidare l’ordine dominante. Qualsiasi altro paese che in futuro volesse sfidare l’ortodossia economica si troverà ad affrontare problemi simili. L’euro ha funzionato bene per la Germania. Per l’Italia è stato un disastro economico assoluto. L’Italia non ha praticamente più visto una crescita della produttività dall’inizio dell’euro. Possiamo essere sicuri che la maggioranza degli italiani sarà ancora favorevole alla moneta unica, di qui a tre anni? Se chiedete agli italiani perché sono ancora nell’euro, in pochi vi parlerebbero di benefici economici. Volevano invece far parte del progetto più ambizioso di integrazione europea mai intrapreso. Quanto ai greci, cosa dovrebbero fare ora? Si può davvero pensare che un programma di riforme economiche per il quale un governo non ha un mandato politico, che è stato esplicitamente respinto in un referendum e che è stato imposto attraverso un puro ricatto politico, possa ragionevolmente funzionare?»
di Alessandro Gilioli – 13 luglio 2015


“Ministro nordcoreano ucciso a cannonate”: la bufala è finita! E pure l’informazione

Frana ormai rovinosamente la bufala planetaria del ministro della Difesa della Corea del Nord, generale Hyon Yong-chol, “fucilato il 30 aprile con un’arma antiaerea, per essersi appisolato durante una cerimonia pubblica”.
La Redazione di Sibialiria – 15 maggio 2015