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Ultimi inserimenti

Non siamo razzisti, siamo peggio

In realtà, coloro che si sono lasciati gui­dare dai fascio­le­ghi­sti niente sanno dei pro­fu­ghi allog­giati o da allog­giare nel «loro ter­ri­to­rio»: non ne cono­scono nep­pure le nazio­na­lità. Gra­zie al mar­tel­la­mento mediale dovreb­bero, però, essere edotti dell’epopea che li vede tra­gici eroi del nostro tempo: la fuga da mondi in fiamme o in sfa­celo, l’estenuante tra­ver­sata peri­gliosa del Medi­ter­ra­neo, i cada­veri, anche di bam­bini, abban­do­nati alle acque nostre, le madri che sbar­cano orfane dei figli e i figli che appro­dano orfani dei geni­tori… Ma quel che forse sanno non li muove a pietà, non fa scat­tare la molla dell’empatia o solo della com­mi­se­ra­zione: il deli­rio pro­duce anche anaf­fet­ti­vità, com’è ben noto.
di Annamaria Rivera – 21 luglio 2015


L’obiettivo era l’umiliazione di chi ha osato mettere in discussione il dogma dell’austerità

Anche se in extremis si trova un accordo al ribasso, quello che emerge chiaramente da questi ultimi giorni è che FMI, BCE e Germania non possono tollerare che un governo di un paese democraticamente eletto metta in discussione il dogma dell’austerità. L’imperativo è umiliarlo, imponendogli privatizzazioni di massa e arrivando addirittura a teorizzare la necessità che per proseguire i negoziati fosse necessaria l’instaurazione di un governo tecnico, con evidente disprezzo per la democrazia. L’Europa così com’è, è lontanissima dall’essere quell’Europa dei popoli e della solidarietà che vorremmo, ma è solo uno strumento per esautorare i governi nazionali democraticamente eletti dalla possibilità di fare scelte di politica economica diverse da quelle imposte da FMI e BCE.
Luca La Vaille – 13 luglio 2015


#Grexit: Tsipras a mani nude contro chi vuole uccidere il progetto europeo

Come hanno scritto in molti, dai Nobel Krugman e Stiglitz a giornali dell’establishment statunitense come il Washington Post, nell’alzare continuamente la posta nei confronti del governo greco vi è una volontà irragionevole di umiliazione dell’anomalia che non è della Grecia come paese, delle sue fragilità, insipienze e corruttele, ma della rottura culturale rappresentata dall’attuale governo ellenico rispetto al cosiddetto “pensiero unico” per il quale infiniti lutti possono essere addotti agli achei in nome del moloch del rigore economico.
di Gennaro Carotenuto – 13 luglio 2015


Il giorno zero

«Hanno demolito l’idea che l’unione monetaria possa costituire un passo verso un’unione politica democratica. Hanno riportato l’Europa alle controversie nazionali del XIX e del XX secolo, con Paesi tenuti insieme solo dalla minaccia di povertà assoluta per chi osa sfidare l’ordine dominante. Qualsiasi altro paese che in futuro volesse sfidare l’ortodossia economica si troverà ad affrontare problemi simili. L’euro ha funzionato bene per la Germania. Per l’Italia è stato un disastro economico assoluto. L’Italia non ha praticamente più visto una crescita della produttività dall’inizio dell’euro. Possiamo essere sicuri che la maggioranza degli italiani sarà ancora favorevole alla moneta unica, di qui a tre anni? Se chiedete agli italiani perché sono ancora nell’euro, in pochi vi parlerebbero di benefici economici. Volevano invece far parte del progetto più ambizioso di integrazione europea mai intrapreso. Quanto ai greci, cosa dovrebbero fare ora? Si può davvero pensare che un programma di riforme economiche per il quale un governo non ha un mandato politico, che è stato esplicitamente respinto in un referendum e che è stato imposto attraverso un puro ricatto politico, possa ragionevolmente funzionare?»
di Alessandro Gilioli – 13 luglio 2015


“Ministro nordcoreano ucciso a cannonate”: la bufala è finita! E pure l’informazione

Frana ormai rovinosamente la bufala planetaria del ministro della Difesa della Corea del Nord, generale Hyon Yong-chol, “fucilato il 30 aprile con un’arma antiaerea, per essersi appisolato durante una cerimonia pubblica”.
La Redazione di Sibialiria – 15 maggio 2015


Civati: “Se vince Paita fa coalizione Pai-Toti”

Pippo Civati, arrivato a Genova per sostenere la candidatura di Luca Pastorino, spiega “il Pd è riuscito a fare cose che non avrei mai immaginato, cose che Berlusconi non è riuscito a fare, che non sono riusciti a fare la Gelmini e Sacconi.”


Venezuela: due anni dopo Chávez, a che punto è la revolucion?

Due anni difficili, quelli di Nicolás Maduro alla guida del Venezuela. Era prevedibile che arrivare dopo Hugo Chávez, dopo la sua lunga marcia verso il socialismo del XXI secolo e i cambiamenti radicali impressi al Paese, avrebbe significato dover affrontare, oltre che la condizione contingente, anche il confronto impari col ricordo del leader della rivoluzione bolivariana.
Alessia Lai – 24 aprile 2015


L’Otto per Mille della Chiesa Valdese

Nel 2014 l’Otto per Mille delle chiese valdesi e metodiste ha finanziato 1.164 progetti, di cui il 50% circa all’estero per un totale di oltre 37 milioni di euro. Si tratta di progetti sociali, culturali e assistenziali realizzati da centinaia di associazioni di diverso orientamento culturale e religioso. Sostenendo questi progetti, la Chiesa Valdese cerca di promuovere pace, sviluppo, istruzione, informazione e solidarietà. Non un euro è andato a finalità di culto, alla costruzione o alla manutenzione delle chiese o al pagamento degli stipendi dei pastori.


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