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Ultimi inserimenti

Gli Studenti Indipendenti stravincono le elezioni studentesche all’Università degli Studi di Torino

Il 24 e 25 marzo si sono svolte le elezioni studentesche all’Università degli Studi di Torino. I risultati sono un vero e proprio trionfo per i SI – Studenti Indipendenti. Evidentemente sono state premiate la passione, la capacità di rappresentare le istanze degli studenti e l’indipendenza da altre strutture politiche che hanno saputo dimostrare in questi anni.
Luca La Vaille – 26 marzo 2015


Che cos’è stato il Rubygate

Mentre Berlusconi era alle prese con il bunga bunga – e ogni giorno i quotidiani ne davano conto, intercettazioni comprese – in Italia il vento stava totalmente cambiando e in un senso molto pericoloso per l’establishment economico e politico locale ed europeo, che proprio su Berlusconi aveva fatto conto da anni. Ad esempio, in tre delle principali città in cui si è votato quell’anno (Milano, Napoli, Cagliari) hanno vinto sindaci di area radicale, non solo avversari di Berlusconi ma anche estranei all’opposizione tiepida, rassicurante e centrista congiuntamente proposta da Bersani e Casini. Nello stesso anno, i referendum sul legittimo impedimento, il nucleare e l’acqua pubblica raggiungevano un risultato oltre ogni aspettativa e rappresentavano una richiesta di cambiamento altrettanto radicale, molto oltre quella della segreteria Pd.
di Alessandro Gilioli – 11 marzo 2015


Caso Nisman, un cadavere eccellente per le presidenziali in Argentina

Il mainstream mondiale, con una frivolezza non mostrata affatto per Tony Blair col caso del prof. Kelly o, in maniera uguale e contraria, con i golpisti venezuelani che fecero saltare in aria il giudice Danilo Anderson, ha deciso: la presidente argentina Cristina Fernández è colpevole. Sarebbe colpevole di aver ordito l’omicidio politico del magistrato che l’accusava di complicità con i presunti autori iraniani dell’orribile strage alla mutualista ebraica nel 1994 e, tra le righe, perfino di un atto terroristico, quello all’AMIA, avvenuto 15 anni prima della sua elezione.
di Gennaro Carotenuto – 21 gennaio 2015


Io non mi dissocio

Cara Igiaba,
in questi giorni saremo messi sotto torchio e le prossime campagne elettorali saranno fatte sulla nostra schiena. Gli xenofobi di tutta Europa vanno in brodo di giuggiole per la gioia e anche gli establishment europei che non hanno risposte da dare per la crisi saranno contenti di resuscitare il vecchio spauracchio per far rientrare le pecore spaventate nel recinto.
Karim Metref, educatore e blogger che vive a Torino – 9 gennaio 2015


Mi dispiace, ma io non sono Charlie!

Sono ormai decenni che questo giochetto va avanti. Le reti che oggi si chiamano Al Qaeda e poi Isis, Boko Haram e compagnia bella sono stati messi in sella in piena guerra fredda in chiave anti-sovietica. I paesi del Golfo persico in collaborazione con la Nato hanno fatto un montaggio finanziario, propagandistico e organizzativo per far arrivare combattenti da ogni dove. Al Qaeda è l’alleato principale della Nato e ovviamente dei paesi del golfo fino agli anni novanta. Poi poco a poco scivola verso l’area di illegalità.
di Karim Metref – 8 gennaio 2015


Non in mio nome

Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.
Igiaba Scego – 7 gennaio 2015


Pride

Ispirato a un fatto reale, Pride è ambientato in piena era Thatcher, durante lo storico sciopero dei minatori inglesi del 1984. Il movimento gay decide di aderire alla protesta e di raccogliere fondi per gli scioperanti di un villaggio del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante. Ma l’incontro fra i due mondi, difficile per non dire esplosivo, si trasformerà in solidarietà e in un’amicizia esilarante e commovente.
Fonte: www.comingsoon.it – Uscita nelle sale giovedì 11 dicembre 2014


Una foto simbolo

Questa foto scattata da José Palazòn a Melilla al confine tra Spagna e Marocco, tra Europa e Africa, è molto simbolica e non ha bisogno di molti commenti. Ogni anno migliaia di persone arrivano a Melilla da tutta l’Africa per cercare di raggiungere l’Europa scavalcando questa barriera: molti di loro passano mesi a vivere in campi di fortuna dal lato marocchino, aspettando l’occasione giusta per tentare di buttarsi dall’altra parte. Il campo da golf che si vede nella foto è costato oltre un milione di euro ed è stato finanziato con fondi europei. Penso non ci sia bisogno di aggiungere altro.
Luca La Vaille – 6 gennaio 2014


Il giochino dello scontro tra dipendenti pubblici e dipendenti privati

Quindi il giochino è questo, se ho capito bene.
Vari una norma che toglie diritti ai nuovi assunti, incrementando, così, la dualità del mercato del lavoro che avevi spergiurato di voler ridurre proprio con quella legge.
Di straforo, all’ultimo, quando tutto il Paese è affaccendato a cercare di mettere insieme il cenone della Vigilia, nonostante tutto, estendi la modifica dell’art. 18 anche ai licenziamenti collettivi, facendoti beffe della Costituzione e fregandotene del fatto che nella legge delega approvata dal Parlamento si parla di modifiche solo per i neoassunti.
Il Miriccius – 29 dicembre 2014


Corsi e ricorsi storici

“Non vedo alcuna ragione per cui ad un paese dovrebbe essere permesso di diventare marxista soltanto perché il suo popolo è irresponsabile. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.” Questa frase di Henry Kissinger riferita all’elezione di Salvador Allende in Cile mi sembra terribilmente attuale leggendo i titoli dei giornali online sulle elezioni anticipate in Grecia e il crollo della Borsa di Atene.
Luca La Vaille – 29 dicembre 2014